LE SANGUIGNE

Un poetico senso della natura e dell’uomo accoglie e custodisce, nella delicatezza di passaggi e sfumature propri della sanguigna, tutto un mondo colmo di sentimenti pieni e discreti. Nei volti e negli sguardi si legge una intensità di emozioni, ora sospese ora segnate dal tempo, sempre affioranti da un’energia interiore, che trova completa armonia nel trascolorare di luci ed ombre. Dalle mani emerge una intensità di abbandono o di grazia, comunque animate da una profonda tensione vitale.

La figura femminile campeggia nella forma del ritratto non tanto nel vissuto quotidiano, quanto piuttosto dalle sue proiezioni in una dimensione esistenziale “altra”, distaccata e sospesa. Non vi si colga alcuna fuga dalla realtà, perché non è mai abbandonato il contatto con la natura e le cose, ma anche queste vengono a loro volta liberate dalla “bruta” concretezza e ingentilite nella loro palpitante vitalità: con i fiori recisi ancora vividi di brillante freschezza, la frutta tutta piena dei suoi dolci umori, i gabbiani ora teneri e docili ora gioiosi nel loro volo libero sopra di noi. Gli stessi scorci paesaggistici ci accolgono in una natura che è tutto fervore vitale di prati, di foglie, dove la mano è presente sempre con devota partecipazione e rispettoso equilibrio. Quella luce, che da sempre dà vita alla realtà umana e naturale, trionfa poi sovrana nelle marine, dove si apre ad infiniti spazi tra cielo e mare e ci svela tutto un mondo da ricercare e percorrere fuori di noi.

Silvano Cuciniello